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Zuccheri e carboidrati: una vera dipendenza!

Quotidianamente assumiamo una quantità di zuccheri e carboidrati sicuramente eccessiva per il nostro fabbisogno e questo senza nemmeno accorgercene proprio perché sono nascosti in cibi in cui non ce li aspettiamo. Zuccheri semplici chiamano zuccheri semplici e questo può portare dipendenza da certi alimenti e rovinare la linea e purtroppo spesso anche la salute. Lo  zucchero infatti sovraccarica il nostro organismo stressandolo con conseguenze, nel lungo periodo, anche piuttosto serie.  Si sente spesso parlare che gli zuccheri sono fonte di energia per il nostro corpo ma qual è l'energia giusta per il nostro organismo?

Nella maggior parte dei casi non sappiamo veramente quello che stiamo mangiando a livello nutrizionale e nemmeno siamo a conoscenza quali possono essere le reazioni agli alimenti nel breve e lungo termine che il nostro organismo deve gestire, assimilare e smaltire. Ci sono cibi che il nostro corpo fa più fatica di altri a metabolizzare, soprattutto se poi vengono assunti in quantità elevate e in modo più o meno razionale.

I carboidrati ad esempio fanno mangiare troppo soprattutto se trasformati e raffinati. Prodotti industriali a base di carboidrati (prodotti da forno o simili che troviamo al supermercato, ossia biscotti, torte, merendine, patatine fritte e snack in genere… e tutti quelli ad alto Indice Glicemico (IG) come pane bianco, pasta, riso eccetera) inducono sul cervello uno stimolo continuo alla fame promuovendo la voglia di mangiare compulsiva causando appunto una vera e propria dipendenza da cibo. Agiscono sui centri del piacere del cervello stimolando la continua ricerca di appagamento e voglie irrefrenabili, proprio come una vera dipendenza da droga. Un rischio per tutti e in particolare per chi dovrebbe limitare l’assunzione di cibo e calorie. 
Il responsabile di  questo processo di ricompensa e ricerca del piacere è la dopamina, un neurotrasmettitore che viene prodotto proprio a seguito di un processo chimico innescato da certe sostanze. Per esempio, è stato provato che a seguito dell’uso di droghe la dopamina viene prodotta in grandi quantità.

«Il nostro organismo tollera male quegli alimenti che danno energia prontamente disponibile, spiegano gli esperti. Gli zuccheri semplici sono tra gli alimenti che si tramutano in energia molto rapidamente e di conseguenza i quantitativi devono essere limitati».

A verificare gli effetti dei carboidrati trasformati sulla ricompensa mediata dalla dopamina, è stato uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e condotto dai ricercatori dell’Obesity Prevention Center presso il Boston Children’s Hospital, coordinati dal dottor David Ludwig.

Ludwing e il suo staff  ha reclutato 12 soggetti di sesso maschile tra 18 e i 25 anni, in stato di obesità ai quali è stato fatto assumere in due diverse occasioni un frullato con le stesse caratteristiche organolettiche come colore, sapore e densità. Nel primo test il frullato conteneva carboidrati ad alto Indice Glicemico, nel secondo caso lo stesso frullato presentava carboidrati a basso Indice Glicemico. Quattro ore dopo le stesse persone sono state sottoposte a risonanza magnetica celebrale e in particolare alle regioni collegate alla ricompensa. Nel contempo sono stati misurati i livelli di zuccheri nel sangue e lo stimolo della fame. L'esito ha rilevato che i partecipanti quando hanno bevuto frullati ad alto IG, gli zuccheri nel sangue hanno raggiunto velocemente livelli di picco per poi scendere bruscamente quattro ore dopo. In questo processo, quando la glicemia scende rapidamente, non solo hanno provato una fame eccessiva, ma le scansioni fMRI mostravano che era in atto un’intensa attivazione del nucleo accumbens, una regione del cervello coinvolta nella dipendenza.
Al contrario, quando i partecipanti hanno assunto il frullato a basso Indice Glicemico, i livelli di zuccheri nel sangue sono saliti lentamente, e allo stesso modo sono scesi lentamente. 



Secondo i ricercatori, i risultati dimostrano che, a parità di calorie e dolcezza dell’alimento, la differenza la fa l’Indice Glicemico, poiché è proprio questo ad aver mostrato di agire sul cervello, innescando i processi legati al piacere e la ricompensa, con un meccanismo che può portare le persone a mangiare troppo.
Questi dati suggeriscono che limitare i carboidrati ad alto Indice Glicemico come pane bianco e le patate potrebbe aiutare le persone obese a ridurre l’appetito e controllare la voglia di mangiare troppo.

Quindi posiamo dedurre che il nostro corpo gestisce molto meglio tutti quegli alimenti che rilasciano energia lentamente. In pratica tutti i nutrienti che danno energia pronta in pochi minuti sono paragonabili ad un eccesso di carburante che può ingolfare in nostro motore (organismo) metabolico, che invece deve arrivare in tempi più lenti. Purtroppo questa situazione di eccessiva "spinta" non troppo favorevole si verifica più spesso di quanto ce ne possiamo accorgere. Ci sono fattori che incidono in maniera ponderante. 

  • Tempi di assorbimento

Come detto in precedenza gli zuccheri semplici hanno una velocità di assorbimento troppo rapida; il più comune saccarosio (lo zucchero che utilizziamo per dolcificare), lattosio e fruttosio che troviamo in natura, hanno più o meno la stessa velocità di assorbimento. La differenza sostanziale può farla però l'alimento in cui si trova lo stesso nutriente, in questo caso lo zucchero.  Ad esempio: se si mangia un carboidrato complesso, l’amido che si trova nella pasta fa sì che l’energia arrivi più lentamente nell’organismo. Nella pasta scotta, il processo è più rapido, se al dente, invece, è più lento, e ancora se la pasta è al dente condita con  verdura, tipo i broccoli, l’assorbimento è ancora più lento e vantaggioso dal punto di vista metabolico, grazie alla presenza delle fibre che ne rallentano l’assimilazione.

Nei casi di bevande zuccherine, l'introduzione dello zucchero nel nostro organismo è troppo rapido e infruttuoso per il nostro metabolismo. Non dona senso di sazietà proprio perché si tratta di liquidi e l'energia entra violentemente accumulandosi nelle scorie, praticamente si trasforma i grasso. Si instaura inoltre il circolo vizioso della dipendenza: il nostro organismo non riesce a bruciare le riserve e chiede altro cibo. Tutto questo va a discapito non solo della linea ma anche della salute generando malattie e patologie metaboliche. Altro fattore importantissimo è la dipendenza che si crea a causa di alcuni cibi che vanno a stimolare il sistema nervoso centrale chiedendo continuamente cibi zuccherini e spesso ricchi di grassi.

  • Malattie metaboliche degenerative sono le conseguenze

Fornire eccessive quantità di zucchero al nostro organismo scatena uno stimolo insulinico elevato; meccanismo alla base d un assetto infiammatorio dell'organismo che precede patologie croniche e degenerative come l'obesità, diabete fino alla depressione. Questo può essere il risultato di un consumo eccessivo e costante di zuccheri. Se lo stesso consumo è sporadico e saltuario l'organismo non subisce troppi stress. Quindi ogni tanto un dolce o uno strappo alla regola è possibile farlo.

  • Gestire gli zuccheri

Il vero problema è che siamo bombardati praticamente dallo zucchero e  in ogni momento della giornata: dai cibi in scatola, yogurt, cereali per la colazione, pani industriali e anche le conserve di pomodoro ne contengono. Siamo consumatori abituali di cibi pronti, industriali, conservati, lavorati ed elaborati: è questa abitudine a creare il consumo inconsapevole di zuccheri e quindi il loro abuso. Anche se in basse quantità per tipo di alimento, tutti insieme creano una dose giornaliera spesso eccessiva. Quindi calibrare la  giusta quantità degli zuccheri semplici è il primo passo per non danneggiare l'organismo.

Come gestire le dosi? Al massimo, su una dieta di 2.000 calorie, gli esperti raccomandano il 10-15% dell’energia, quindi circa 50-80 grammi di zuccheri semplici. Questa dose è però è facilmente superabile proprio perché gli zuccheri che si introducono con i cibi industriali è molto alta.

  • Gli Zuccheri industriali

Lo sciroppo di glucosio-fruttosio, proprio per le sue caratteristiche, è tra gli zuccheri più usati nei processi produttivi di cibo industriale: di basso costo, facilmente addizionabile nei cibi preconfezionati per renderli più appetibili e gustosi. Consumando cibi già pronti o confezionati siamo esposti ad un consumo inconsapevole ed eccessivo di zucchero che genera appunto dipendenza. È consigliabile quindi leggere sempre le etichette prima di riempire il carrello della spesa (zuccheri semplici vari come sciroppi di glucosio al destrosio, maltodestrine, zucchero d'uva e sciroppo di mais sono zuccheri a rapido assorbimento) e preferire sempre la scelta verso cibi naturali, materie prime fresche e non elaborate o modificate. Anche un semplice tè è meglio fatto in casa e avere la consapevolezza di quanto zucchero ci sia all'interno che acquistare un una bevanda industriale addizionata con elementi dannosi per l'organismo.

  • Cibi e materie prime 

Quindi in conclusione la soluzione migliore per la nostra salute e benessere è optare e riabituarsi al consumo di pietanze preparate in casa con alimenti sani. Imparare a gestire le dosi e ingredienti e utilizzare insaporitori naturali come le spezie diminuendo sale e zucchero. Riappropriarsi della facoltà di scegliere magari preparati di qualità piuttosto che elaborazioni industriali spesso anche troppo costose. Anche per un "semplice gelato" la scelta potrebbe cadere su un prodotto artigianale piuttosto  che sul confezionato.

Decidere personalmente e consapevolmente come spendere la  dose di dolcezza giornaliera.

 

 

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